Bassanini in Vaticano

23 AGO 20
Immagine di Bassanini in Vaticano
Il Santo Padre venuto dalla fine del mondo medita su una "conversione" federale del Papato. In sostanza si serve della sua autorità per smembrare il governo della Chiesa e affidarlo ai carrozzoni burocratici delle conferenze episcopali nazionali. Luoghi dove, al di là di qualche partita a tressette o burraco (che fa molto cardinal chic), mentre un anziano arcivescovo proclama mensilmente un vibrante discorso carico di pathos morale, si stenta a concepire una visione universale del Cattolicesimo. Ed è oltremodo geniale questo monarca eletto da una rispettabile oligarchia gerontocratica che fa uso dei suoi poteri non per unire, ma per dividere. Il suo piano d'azione d'altro canto somiglia a quello descritto nell'incipit del Faust: "Che alla gente gli passino davanti molte cose, / che se ne possano restare a bocca aperta / e allora avrete il massimo successo, / sarete adoratissimo. / Alla massa va bene soltanto una massa di roba: / chiunque, alla fine, qualcosa per sé ce la trova. / Chi molto dà, dà qualcosa per tutti / e ognuno esce di qui soddisfatto." (vv.91-98). Peccato che Goethe non intendesse riassumere in questi versi il programma di un pontefice, bensì quello - absit iniuria verbis - di un commediante.